Il progetto

In questa congiuntura storica che ci ha indotto, o insegnato a riconsiderare e risignificare le distanze interpersonali e geografiche, lo sviluppo tecnologico applicato agli spazi virtuali ha suggerito modalità di incontro e di fruizione del patrimonio alternative e virtuose, anche al di là dell’emergenza.

ANTAC accoglie la responsabilità fondamentale di guardare al futuro raccontando il proprio presente e ricordando il proprio passato: col progetto Teatri digitali il patrimonio materiale e immateriale dei Centri di Produzione dei Teatri Stabili d’Arte Contemporanea viene mappato e messo in rete, veicolato dai modelli virtuali delle proprie sale e dei rispettivi spazi.

Sviluppata da Interiore questa piattaforma in forma di mappa permette di entrare con un click nei luoghi della produzione teatrale, attraverso tour virtuali fruibili con ogni device o in modalità immersiva con visore tipo Oculus Quest 2.

Una geografia digitale per una innovativa “stabilità teatrale”, una rete reale di luoghi virtuali per comunicare l’eterogenea ricchezza strutturale di un patrimonio diffuso a vocazione territoriale, saldamente ancorato alle città e ai quartieri in cui sorge.

Tale ancoramento allo specifico suolo urbano e culturale, spesso popolato da una comunità di spettatori di riferimento, può aprirsi ora a quella diffusa città virtuale di dati in cui viviamo quotidianamente, raggiungendo un’audience lontana e potenzialmente internazionale, espandendo e al contempo rinsaldando il legame comunitario intorno alla storia, alla tradizione, all’identità di un linguaggio d’arte tanto frastagliato. Una città nella città che supera i confini e le contingenze spazio-temporali, aprendo al pubblico le porte di questi teatri 24 ore su 24 come la vuole la loro vocazione pubblica.

I Centri di Produzione rappresentano una nuova forma di “stabilità” a tutti gli effetti: produzione, programmazione, ricerca e promozione teatrale, riconosciuta dal Ministero della Cultura, realizzata tramite la collaborazione e il sostegno da parte degli Enti Locali, Regioni e Ministero della Cultura.
La “funzione pubblica” viene esplicata non solo in un sistema gestionale pubblico/privato profondamente radicato sui territori, ma anche nelle metodologie culturali, produttive, distributive, ospitali, della promozione e della ricerca teatrale.